Chi sente parlare di trading sportivo per la prima volta pensa spesso a qualcosa di misterioso, a metà tra la borsa e le scommesse. In realtà il trading sportivo si fa sempre sull’exchange: è lo stesso strumento, usato con un obiettivo diverso. Qui trovi cosa cambia rispetto a una giocata normale, un esempio con i numeri e i limiti da conoscere prima di iniziare.
Ecco come appare un mercato exchange, con quote simulate: a sinistra si punta, a destra si banca. Tocca una quota e guarda cosa succede su ogni esito.
Esito finale · volume scambiato 48.320 €
L’exchange in due parole
L’exchange è una piattaforma in cui le quote non le decide il bookmaker: le propongono gli utenti tra loro. Chi pensa che un esito si verificherà lo punta; chi pensa che non si verificherà lo banca, cioè fa da banco e accetta la puntata di qualcun altro. La piattaforma abbina le due richieste e trattiene una commissione sulle vincite nette.
Se vuoi ripassare le basi, le trovi nella guida su punta e banca nel trading sportivo.
Dove sta la differenza
Nella giocata classica si sceglie un esito e si aspetta la fine dell’evento. Nel trading sportivo, invece, si entra su una quota e si esce prima della fine, sfruttando il movimento della quota. L’idea è la stessa di chi compra e vende un titolo: si cerca di puntare a una quota e bancare lo stesso esito a una quota più bassa (o il contrario), così da chiudere la posizione.
Per questo si dice che il trading sportivo è un utilizzo diverso dell’exchange, un po’ come il poker sportivo rispetto al poker giocato al tavolo con gli amici: le carte sono le stesse, cambia il modo di stare al gioco.
Un esempio con i numeri
Prima di una partita la vittoria della squadra di casa è quotata 2.20 e punti 10 €. Un’ora dopo, per le notizie sulle formazioni, la quota scende a 2.00. A questo punto puoi bancare lo stesso esito a 2.00 per chiudere la posizione.
- Se vince la squadra di casa: la puntata rende 12 € netti e la bancata costa una responsabilità, che dipende dall’importo bancato.
- Se non vince: perdi i 10 € della puntata, ma incassi l’importo bancato.
Scegliendo bene l’importo della bancata, il risultato diventa lo stesso su tutti gli esiti: è quello che si chiama pareggio della posizione. Se la quota fosse salita invece di scendere, la stessa operazione avrebbe fissato una perdita.
Cosa serve per iniziare
- Un conto su un exchange autorizzato ADM: in Italia l’exchange è offerto solo da operatori con concessione.
- Conoscere bene la pagina del mercato: quote, importi disponibili e volume scambiato. Lo spieghiamo in come si legge il mercato.
- Una cassa separata dai soldi che servono nella vita di tutti i giorni (in inglese si chiama bankroll).
- Regole scritte prima di entrare: quando chiudere in guadagno e soprattutto quando chiudere in perdita.
Le domande più frequenti
Il trading sportivo è legale?
Sì, se lo fai su un exchange autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È riservato ai maggiori di 18 anni.
Si guadagna sempre?
No. Nessuna tecnica garantisce guadagni: le quote possono muoversi contro la tua posizione e la commissione riduce le vincite.