Nel trading sportivo si parla molto di guadagni, ma la parte che decide il risultato nel tempo è un’altra: come si gestiscono le operazioni che vanno male. Il limite di perdita, in inglese stop loss, è il punto in cui si decide di chiudere una posizione anche se il risultato è negativo. Qui trovi come funziona.
Prova qui sotto: hai puntato 10 € a quota 3.00 ma la quota è salita a 3.60. Premi il pulsante per vedere quanto costa chiudere la posizione, poi sposta la quota per capire quanto cresce la perdita se aspetti.
Hai puntato 10 € a quota 3.00
Perché serve
Una posizione che va contro di te può peggiorare molto in poco tempo, soprattutto durante la partita. Senza un limite deciso prima, la tentazione è aspettare che la quota torni indietro. A volte succede, spesso no, e una perdita piccola diventa grande. Il limite va rispettato chiudendo a mano, perché l’interfaccia dei siti exchange non ha una chiusura automatica a una soglia (esiste solo con software esterni).
Come si decide il limite
- In base alla quota: ad esempio “se la quota sale di tre passi rispetto all’entrata, chiudo”.
- In base all’importo: “su questa operazione non perdo più di 5 €”.
- In base al tempo: “se entro il minuto 20 la quota non si è mossa, chiudo”.
L’importante è deciderlo prima di entrare, non durante.
Un esempio
Banchi il pareggio a 3.40 per 10 €, con una responsabilità di 24 €. Decidi di chiudere se la quota scende sotto 2.90. Al minuto 35 la partita è ancora 0-0 e il pareggio è a 2.86: chiudi puntando il pareggio e accetti una perdita di circa 1,90 €, invece di rischiare l’intera responsabilità.
Gli errori più frequenti
- Spostare il limite durante l’operazione “per dare ancora tempo”.
- Non considerare il ritardo e la sospensione del mercato durante la partita (vedi ritardo e mercati sospesi).
- Usare limiti diversi a ogni operazione, senza una regola.
Domande frequenti
Quanto deve essere ampio il limite?
Dipende dalla cassa e dalla strategia. Il punto di partenza è quanto rischiare su una singola operazione.