Una quota non è solo il numero che moltiplica la puntata: dice anche quanto il mercato considera probabile un esito. Saperla leggere aiuta sia nelle scommesse tradizionali sia nel trading sportivo. Qui trovi il calcolo, con esempi.
Dalla quota alla probabilità
La probabilità implicita di una quota decimale si calcola così: 1 ÷ quota × 100.
- Quota 2.00 → 50%.
- Quota 4.00 → 25%.
- Quota 1.25 → 80%.
Il margine del bookmaker
Se si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di un mercato del bookmaker, il totale supera il 100%. La parte in più è il margine.
Esempio sul risultato finale: 1 a 2.10, X a 3.30, 2 a 3.60.
- 1 ÷ 2.10 = 47,6%; 1 ÷ 3.30 = 30,3%; 1 ÷ 3.60 = 27,8%.
- Totale: 105,7%. Il margine è circa il 5,7%.
E sull’exchange?
Sull’exchange le quote migliori di tutti gli esiti, sommate, stanno di solito molto vicine al 100%: non c’è il margine del bookmaker, ma si paga una commissione sulle vincite nette. Vedi scommesse tradizionali ed exchange.
Le altre forme di quota
- Frazionaria (diffusa nel Regno Unito): 3/1 equivale a 4.00 decimale.
- Americana: +300 equivale a 4.00, −200 equivale a 1.50.
In Italia si usa quasi sempre la quota decimale.
Domande frequenti
Perché una quota scende?
Perché il mercato considera quell’esito più probabile, per notizie o per il denaro giocato. Vedi il movimento delle quote prima della partita.
Serve saperlo per il trading?
Sì: capire quanto “vale” una quota aiuta a leggere i movimenti e a calcolare le uscite.